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“Omicidio” Silvana Biagetti: Il Procuratore Amato a vent’anni dalla morte. Perchè?

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“Omicidio” Silvana Biagetti: Il Procuratore Amato a vent’anni dalla morte. Perchè?

La notizia ha del clamoroso: l’ex Procuratore capo di Pinerolo Giuseppe Amato (oggi Procuratore a Trento) aveva voluto riprendere in mano, dopo quasi vent’anni dal fatto di cronaca, il fascicolo giudiziario sulla morte –ancora misteriosa- di Silvana Biagetti. La ragazza torinese ritrovata morta il 27 giugno1992, (era scomparsa il 9 giugno dello stesso anno) vicino alla sua auto, una Seat Ibiza, in un orrido in località Villanova, comune di Bobbio Pellice, in Val Pellice. Giuseppe Amato aveva dato incarico alla Polizia Giudiziaria, presso il Tribunale di Pinerolo, di verificare alcuni atti giudiziari presenti nel fascicolo Biagetti con l’obiettivo di ottenere eventuali novità rispetto alle indagini di allora. Trovare eventualmente nuovi elementi, riscontri, per poter stabilire, finalmente, la verità su una vicenda che ha sempre avuto dei lati oscurissimi? Eppure le indagini degli anni ’90 portarono ad una conclusione: la morte della ragazza è stata causata dalla caduta “accidentale” dell’auto nel burrone. Nessun omicidio. Addirittura si pensava che alcune ferite riportate da Biagetti erano compatibili con la trattenuta delle cinture di sicurezza nel momento dello schianto dell’auto con il terreno, dopo un volo di circa 300 metri. Tuttavia, si disse allora, il gancio della cintura di sicurezza non è stato trovato inserito nell’apposito meccanismo di blocco e il corpo della ragazza è stato trovato ad alcuni metri di distanza dall’auto. Il medico legale che aveva compiuto l’autopsia sul corpo della ragazza, già in avanzato stato di decomposizione, e con una parte del corpo saponificata, aveva stabilito che la ragazza, quando è precipitata con l’auto nel burrone, era viva. Inoltre non era stata drogata né violentata. La morte di Silvana Biagetti ha avuto, e ha tuttora, moltissimi elementi che mi portano a pensare, invece, a un omicidio. Come cronista di “Repubblica” ho seguito dal suo nascere la vicenda e nonostante siano passati vent’anni dal fatto di cronaca, rimango personalmente convinto, a seguito di mie personali indagini, che la ragazza sia stata uccisa. Intanto la ragazza, che lavorava in una fabbrica di Rivalta, non aveva motivo di recarsi, durante la pausa pranzo, in alta Val Pellice per poi dover subito rientrare al lavoro. Era uscita dal posto di lavoro alle 12,30 e doveva rientrare alle ore 14. I tempi erano ridottissimi per arrivare in alta Val Pellice, invertire la marcia, e tornare subito indietro. Follia, impensabile: fuori da ogni logica e buon senso. Inoltre, il giorno della scomparsa, nella località Villanova –dov’è stato ritrovato il corpo-, il tempo era piovigginoso, al contrario di quanto avveniva in pianura. Testimonianza che mi era stata data dall’allora sindaco di Bobbio Pellice Charbonnier, il quale segnava sul suo calendario, giorno per giorno, il tempo che faceva. Eppure la ragazza è stata ritrovata senza maglia, ma con il reggiseno indossato e sulle gambe indossava un paio di fuseaux. Come se non bastasse, il finestrino dell’auto, lato guida, era abbassato, impensabile in caso di pioggia. Era abbassato perchè il suo assassino, (sempre secondo mie personali deduzioni e ipotesi) dopo aver caricato il corpo della ragazza in auto, ha utilizzato il volante, dall’esterno, per dirigere l’auto giù nel burrone. Nel corso degli anni i Carabinieri e Squadra Mobile di Torino hanno indagato, sentito testimoni, incrociato dati, eppure non sono riusciti a risolvere con certezza il caso. Tant’è che a distanza di quasi venti anni dal fatto, anche il Procuratore della Repubblica di Pinerolo Giuseppe Amato ha voluto vederci chiaro. E così è stato. In maniera discreta sono state fatte delle “verifiche” sui documenti presenti nel fascicolo, sentite alcune persone poi, il pesante faldone sul caso di Silvana Biagetti, è stato nuovamente chiuso ed è pronto a riempirsi ancora di polvere e mistero. Perchè il Procuratore Giuseppe Amato ha voluto riprendere in mano il caso? Quali elementi aveva? Davvero ci sono situazioni che ancora non convincono sulla morte di Silvana Biagetti? E’ dunque un omicidio? Sono sempre stato, e lo sono tuttora, convinto (sempre secondo i risultati di mie indagini), che quella povera ragazza non è morta per un banale incidente d’auto, bensì è stata uccisa. E per trovare l’assassino, sempre secondo me, non si deve andare troppo lontano…, si deve restare in Val Pellice. Ricordo che l’omicidio, ha avuto, secondo il mio parere, uno sfondo passionale e/o ricatto. Eppure gli elementi ci sono, a partire dal fatto che Silvana Biagetti conosceva bene la vallata al punto che in un paese della Val Pellice si recava in un ufficio per consegnare delle pratiche amministrative. Ricordo, che a suo tempo, ero riuscito ad individuare e contattare il titolare di questo ufficio: ma qui, la storia, diventa molto, molto più interessante. Alcuni mesi dopo la scoperta del corpo della ragazza a Pinerolo giunse con il suo nuovo incarico il Procuratore Giuseppe Marabotto che si è trovato in mano un caso molto difficile anche a causa di una certa confusione che si era creata nella regia delle indagini. Carabinieri e Polizia (coordinata da Faraoni) alla ricerca della verità. Ricordo che Marabotto aveva addirittura sollecitato delle perizie che ancora non c’erano, comprese quelle tossicologiche. La morte di Silvana Biagetti chiede ancora giustizia e verità. E se il Procuratore Amato ha voluto “rivedere” le carte del caso una ragione ci sarà!
Dario Mongiello
direttore@vocepinerolese.it

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