Ci occupiamo della tua difesa
in ambito legale e criminologico

phone icon+39 329 4945180
divider

News

separator


La scena del crimine

/ 0 Comments /

La scena del crimine è il luogo dove viene commesso un reato, e dove è possibile trovare tracce di esso.

Generalmente viene identificata come scena del crimine il luogo dove viene rinvenuto il cadavere , ma talvolta il luogo di ritrovamento può non coincide con quello in cui in è stato consumato il delitto e in questo caso la scena del crimine comprende sia il luogo dove viene scoperto il corpo della vittima , sia quello in cui è stato commesso il crimine.

L’esame della scena del crimine è il punto di partenza in un’indagine ma rappresenta, inoltre, un importante momento di interazione e collaborazione fra forze dell’ordine, magistratura e medici legali.

L’investigatore ha il compito di raccogliere, analizzare ed interpretare le prove, il medico legale valuta ogni segno lasciato sulla vittima.

Il lavoro svolto sulla scena del crimine dove venire effettuato sulla base di una metodologia operativa razionale, precisa, completa e scientificamente corretta, nonché universalmente riconosciuta.

Fra gli scopi fondamentali dell’esame della scena del crimine vi è quello di ricercare, identificare ed assicurare gli indizi, nonché le testimonianze e dichiarazioni delle persone informate sui fatti.

L’aspetto morfologico delle tracce cioè la posizione e la conformazione delle stesse è molto importante perché può fornire una risposta su come si possono essere formate.

Il responsabile della scena del crimine deve quindi coordinare gli esperti e specialisti , quali ad esempio il medico legale nel casi più comuni di vittime rinvenute a ridotto lasso temporale dal crimine, l’antropologo forense , nel caso in cui vengono ritrovate delle ossa, l’entomologo forense , nel caso in cui venga rinvenuto un cadavere in decomposizione con larve e cosi via.
Tutto il materiale repertato, costituire il “Fascicolo di Rilievi Tecnici”

Il sopralluogo giudiziario può essere definito come quel complesso di attività, a carattere scientifico, che ha come fine la conservazione dello stato dei luoghi, la ricerca e l’assunzione delle “cose” e delle tracce pertinenti al reato, utili per l’identificazione del reo e della vittima, nonché per la compiuta ricostruzione della dinamica dell’evento e per l’accertamento delle circostanze in cui esso si è realizzato.[1]

E’ l’elemento e il presupposto determinante per la riuscita dell’indagine.

Purtroppo non c’è un protocollo uniforme sulle metodologie da utilizzare nel sopralluogo, per via di una oggettiva difficoltà di organizzazione tra le varie figure che intervengono nella analisi della scena del crimine.

Al sopralluogo eseguito nella immediatezza dei fatti possono seguire sopralluoghi successivi.

Il sopralluogo rappresenta un’indagine diretta prevista nell’ambito degli accertamenti urgenti, costituisce un mezzo di ricerca della prova e rientra quindi nell’attività di polizia giudiziaria e per questo è regolato da disposizioni di legge previste dal codice di procedura penale.

Cardine fondamentale del sopralluogo è la fissazione dello stato dei luoghi, cioè la descrizione dettagliata e fedele della scena del crimine. Bisogna descrivere obiettivamente e documentare opportunamente tutto ciò che si presenta davanti ai nostri occhi. Lo scopo del sopralluogo è formare presupposti ottimali dell’investigazione tramite la raccolta dei dati peculiari che siano esatti, certi e incontrovertibili.

una volta giunti sulla scena del crimine, che gli operatori di polizia giudiziaria devono effettuare una serie di operazioni che tendono a proteggerla da contaminazioni di ogni tipo.

Il sopralluogo è dunque un mezzo di ricerca della prova perché rende possibile l’acquisizione di cose o tracce dotate di attitudine probatoria e costituite prima del processo. La sua “natura” di mezzo di ricerca della prova non varia anche qualora costituisca parte integrante di una perizia che è, come visto, un mezzo di prova.

Il sopralluogo fissa lo stato delle cose, dei luoghi delle situazioni e il primo e fondamentale posso è quello di circoscrivere e sbarrare la scena del crimine, utilizzando nastri di segnalazione per impedire l’accesso a persone non addette evitando così inquinamenti di prove.

Bisogna coordinare gli esperti per ottimizzare la qualità e la quantità di informazioni che si possono repertare in fase di sopralluogo, anche con l’aiuto delle moderne tecniche informatiche a disposizione , che permettono una ricostruzione della dinamica degli eventi.


L’osservatore che entra nella scena del crimine delle avere una visione di insieme oggettivo, deve osservare e procedere con metodo, facendo la massima attenzione a non contaminare zona. L’ambiente và descritto da destra verso sinistra e dal basso verso l’alto e l’osservatore che descrive la scena deve fissare la propria posizione perché diventa il punto di riferimento di tutte le indicazioni di destra, sinistra, anteriore e posteriore.

Per fissare per sempre lo stato dei luoghi in ogni dettaglio, la scena viene fotografata con una visione di 360 gradi, contemporaneamente alla descrizione parlata (viene normalmente registrata su apposito registratore dove vengono descritti gli odori i rumori o suoni particolari, ossia tutte le percezioni che una fotografia non è in grado di trasmettere) ; può essere utilizzata una videocamera digitale con microfono in modo da riprendere la scena del crimine da diverse angolazioni e da punti di ripresa anche esterni.

Utile è anche l’utilizzo di rilievi planimetrici per la ricostruzione virtuale dell’ambiente ,rilievi che devono essere eseguiti da personale specializzato con modalità diverse a seconda degli ambienti da riprodurre. Molto importante in questo passaggio è l’esatta posizione del cadavere e degli oggetti circostanti ad esso. Tutte queste informazioni successivamente verranno riportate in una mappa per avere una ricostruzione fedele alla scena del crimine.

Il passo successivo è la creazione e l’inserimento di tutti quegli elementi necessari alla ricostruzione dell’evento.

Questa tipologia di lavoro viene resa più difficile qualora si presenti sulla scena del crimine lo stagng, o ” messa in scena ” , ossia l’intenzionale alterazione della scena del crimine o di un crimine da parte del carnefice, nel tentativo di depistare gli investigatori e vanificare il processo di giustizia criminale.[2]

Lo staging può essere messo in atto in qualunque reato sotto forma di alterazioni verbali, scritte o fisicamente sistemando la scena e il corpo o i beni aggrediti.

E’ il singolo criminale che organizza personalmente la messa in scena quindi le tipologie di staging sono illimitate.

In ogni crimine inscenato, l’investigatore non si deve limitare alla ricerca di un semplice movente ma deve arrivare a comprendere anche le motivazioni che hanno spinto l’assassino a compiere lo staging, nonché la messa in scena stessa.

Nel concetto di staging, può verificarsi una ulteriore manifestazione denominata “undoing”.

Si tratta di una modificazione della scena del crimine da parte dell’assassino che sente rimorso e prova compassione per quello che ha fatto. Manifestazioni di questo comportamento possono essere la pulizia del corpo, coprire la faccia della vittima o il corpo con qualcosa. L’undoing avviene nei delitti dove il criminale abbassa per se stesso l’impatto emozionale che dall’atto omicida ne deriva in quanto ciò gli permette di pensare come se niente fosse accaduto.

——————————————————————————–

[1] “il sopralluogo giudiziario medico – legale ” Ozerm CarellaPrada , Dino Mario Tancredi

[2] Il profilo criminologico mastronardi

separator

Hai apprezzato i nostri contenuti? Condividili!